venerdì 11 novembre 2016

Quale cognome?

Abbiamo letto articoli di questo tenore:

"ROMA - Hanno vinto le donne, hanno vinto le madri. Ora i figli potranno finalmente portare il loro cognome accanto a quello del padre dal giorno in cui vengono al mondo 
La Consulta ha infatti accolto la questione di legittimità costituzionale sollevata dalla Corte di appello di Genova sul cognome del figlio e ha dichiarato l'illegittimità della norma che prevede l'automatica attribuzione del cognome paterno al figlio legittimo, in presenza di una diversa volontà dei genitori. Da adesso in poi, se d'accordo, i genitori potranno dare il doppio cognome. In caso di mancato accordo tra padre e madre sembra che il bambino terrà il cognome paterno."

Non sono un maschilista, lo giuro. Mi starebbe più che bene che i figli prendessero il cognome della madre.Prendere un solo cognome è una semplice convenzione, inevitabile. Laddove i figli prendono il doppio cognome (paesi ispanici), i loro figli prenderanno da ciascuno di essi solo il primo dei due cognomi. In caso contrario, la quarta generazione (pronipote del bisnonno)  avrebbe già 8 cognomi.

Ma ci sono alcune cose a dir poco allucinanti.

La prima è che decidere come funziona questa cosa non c'entra un bel niente con la Costituzione: si può decidere di fare come si vuole, ma con una legge. E' inammissibile che, sulla base di interpretazione più o meno cervellotiche della nostra Costituzione (spesso non interpretabile ma ambigua o carente), di fatto la Consulta legiferi. 


Fantastico poi che il doppio cognome si un "optional": che succederà, i bambini con un cognome solo si sentiranno privati di qualcosa? Ed i figli della sola mamma, non riconosciuti da alcun padre, e necessariamente con un cognome solo? Oppure raddoppiano quello della mamma? (Rossi Rossi).
Nessun problema, suppongo: a tutela della nostra privacy, noi continueremo a firmare il consenso affinchè il cassiere della nostra banca possa conoscere  a quanto ammonta il nostro conto, e perché il nostro medico possa conoscere il nostro stato di salute, e perché la ditta a cui chiediamo di essere assunti possa conoscere il nostro indirizzo ed il nostro telefono; e chi se ne frega dei bambini monocognome. Sarà una ulteriore scelta (inutile) degli adulti sulla testa dei loro figli, di cui vantarsi o su cui bisticciare fra coniugi.

Infine, è evidente che è più facile affrontare argomenti del genere che problemi seri: è un classico di noi italiani. Se volessimo affrontare la questione razionalmente, l'unica identificazione valida sarebbe un numero di matricola (esiste già, è il codice fiscale): nome e cognome sono un sistema identificativo retaggio del passato. Un retaggio irrazionale ma positivo, però, perché fa parte della nostra tradizione: utilizziamolo come abbiamo fatto, chiamandoci per nome, cognome o diminutivo,  e non diamogli più valore o significato di quanto non ne abbia. Altro che Consulta!

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